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Gli Dei dormienti sono statue o costrutti in cui le divinità adorate dai popoli dei Regni Meridionali possono incarnarsi, riuscendo così ad assumere forma e vita.

Dio dormiente

Un Dio dormiente immobile e impotente nella giungla dei Regni Meridionali.

Tramite questi simulacri, gli dei che li animano possono manifestare i loro poteri e compiere nel mondo ciò che vogliono, tuttavia la loro forza e la loro capacità di incarnarsi dipendono dalla devozione dei loro fedeli verso di essi. Se la devozione dei fedeli è salda e intensa e soprattutto se i fedeli sono numerosi, gli dei possono controllare i loro simulacri in maniera completa e possono esercitare i loro pieni poteri, invece se la devozione è scarsa e dubbiosa e sei i fedeli sono pochi o del tutto assenti, gli dei possono controllare i simulacri con difficoltà, oppure non sono affatto capaci di incarnarsi. Molti dei culti delle divinità per cui i simulacri sono stati costruiti sono stati ormai dimenticati, oppure sono mantenuti da un numero molto ristretto di persone, perlopiù tribù bellicose e primitive. Per questa ragione ormai questi simulacri giacciono immobili e impotenti, appunto "dormienti", nella giungla dei Regni Meridionali, con solo pochi di essi ancora pericolosi, come Dhevata.

Ian Aranill ha dovuto affrontare, quando era ancora un cadetto, una divinità dei Regni Meridionali, Mwangamizi, adorato dalla tribù dei Whalijenga, che si era incarnato nella statua costruita per lui[1].

Dio risvegliato

Mwangamizi scatenato.

Note Modifica

  1. Dragonero 44, Il dio cannibale, Sergio Bonelli Editore.

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