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Orchi

Gli Orchi sono una delle razze più diffuse nell'Erondàr, discendenti dal Seme dei Draghi insieme a Elfi e Umani. Sono organizzati in tribù, spesso in guerra tra loro, presenti in numerosi territori dell'Impero, la maggior parte però si trova sull'Isola degli Orchi, su cui l'Impero ha fondato solo alcune colonie, non controllandola completamente. La cultura degli Orchi è del tutto incentrata sull'onore, la forza, il potere, il rispetto e il coraggio, considerati come grandi virtù, dimostrati in battaglia. Ciò spinge gli Orchi a diventare grandi guerrieri e a voler sempre dimostrare il loro valore, per poter assumere una grande fama. Un orco famoso e temuto è un orco potente, che può aspirare a comandare la sua tribù. Per questa ragione, gli Orchi non sono mai soddisfatti delle imprese compiute e della posizione raggiunta, fino a quando non compare qualcun altro che riesce a superarli. In tal caso, accettano la superiorità altrui, almeno fino al momento di poter nuovamente dimostrare la propria forza. Questo spirito bellicoso è unito a un grande senso dell'onore. Gli Orchi possono mettere la propria forza e il proprio coraggio al servizio del bene o del male, tuttavia non attaccherebbero mai alle spalle un nemico e non cercherebbero mai di vincere una battaglia con l'inganno, pur di fronte a un avversario apparentemente invicibile. D'altra parte, accettano fieri di essere sconfitti in maniera onorevole e rispettano chi dimostra di essere un grande guerriero.

La loro razza non è stata causa di danni ambientali, come gli Umani, solo a causa della struttura tribale della loro società. La suddivisione in tribù ha anche impedito agli Orchi di organizzarsi in una civiltà più evoluta, per cui non esiste alcuna città da loro fondata. Gli Orchi presentano comunque una loro lingua, l'Orquin.

Gli Orchi dispongono di un fisico che ben rispecchia la loro indole guerresca. Sia i maschi che le femmine presentano un corpo imponente, muscoloso, statuario. Il loro volto ha sembianze "ferine", a causa delle due zanne frontali, degli occhi piccoli, della fronte ampia e delle lunghe orecchie a punta. Tuttavia, gli Orchi presentano un'intelligenza paragonabile a quella degli Umani e, come loro, non dispongono dell'Empatia con la Natura tipica degli Elfi. La loro pelle può essere verde, grigia o dello stesso colore del cuoio, in base alla zona di provenienza.

Gli Umani chiamano gli Orchi con disprezzo "pelle di cuoio", invece gli Orchi li reputano esseri deboli e infidi[1][2].

Storia Modifica

Orchi 2

Gli Orchi hanno sempre avuto con le altre razze rapporti problematici, soprattutto con gli Umani. Durante le Guerre di Unificazione dell'Ecumene, in cui gli Umani si imposero come razza dominante, numerose furono le loro battaglie contro gli Orchi. Da quegli scontri, è rimasta tra gli Umani e gli Orchi una diffidenza che spesso diventa astio e odio razziale. A un certo punto, le varie tribù degli Orchi decisero di abbandonare i territori dell'Impero erondariano e di stabilirsi nell'Isola degli Orchi. Quelle che decisero di rimanere furono costrette ad andarsene in seguito alle Purghe imperiali, delle vere e proprie persecuzioni degli Orchi ordite dall'Impero a questo scopo. La tensione tra le due razze si acuì ulteriormente in seguito alle Guerre dei Fuochi, in cui il Margravio Moravik, vassallo dell'Impero, utilizzò il Fango pirico per uccidere migliaia di Orchi, anche donne e bambini, appartenti a tribù fuggite nel Margondár. La Nera Signora tentò di sfruttare questo odio per creare un'interminabile guerra tra gli Umani e gli Orchi, donando a entrambi il Fango pirico, ma venne fermata da Ian Aranill. Attualmente, alcuni clan di Orchi non aspettano altro che l'occasione propizia per ribellarsi contro l'Erondàr, mentre altri hanno un atteggiamento molto più prudente, ritenendo più saggio accettare gli Umani come razza dominante per poter sopravvivere[3][4][5][2].

Le Orchesse Modifica

Orchesse

Le orchesse formano un pilastro fondamentale nella società degli orchi. Poche di loro si uniscono ai maschi per la caccia e la guerra, anche se alcune formidabili guerriere sono entrate nelle leggende erondariane. Esse si occupano, invece, delle abitazioni e della prole, che gestiscono collettivamente con grande energia e piglio autoritario; non esistono nuclei familiari, anche se la genealogia viene tenuta in gran conto dalla tradizione orquina, e i bambini vengono cresciuti ed educati in grandi gruppi gestiti da un numero imprecisato di “madri”, con grande affetto e senso materno ma anche inflessibile disciplina. Non esistono contratti matrimoniali veri e propri, tranne che per alcuni capoclan i quali arrivano a creare delle dinastie che portano il loro nome.

Secondo le convenzioni sociali degli orchi, le femmine sono libere di decidere fin da piccole se occuparsi degli uomini, del marito, della casa e della tribù o se divenire guerriere. Il giorno della scelta avviene al compimento degli otto anni. Le femmine che abbracciano l'arte della guerra vengono addestrate insieme ai maschi e con loro vanno in battaglia senza differenza alcuna, se non che nessuna donna, nemmeno se figlia di un orco di alto rango, può divenire capo o condottiero. L'unica eccezione è Keyra.

Tenda sudore Orchi

La tenda del sudore di un'Orchessa.

L'orchessa, quando entra in estro, si allontana dalla comunità e monta la sua “tenda del sudore” in località isolate, dove attende l'arrivo dei maschi richiamati dagli effluvi dei legni profumati e delle erbe aromatiche che lei brucia nella tenda. Terminato l'accoppiamento, che può durare diversi giorni, solitamente l'orchessa deruba il maschio di ogni avere e lo abbandona nella tenda, stordito dai fumi e dal liquore di malto. Il bottino così raccolto, chiamato tradizionalmente la “dote della tenda”, viene quindi donato a tutta la collettività. Le orchesse si rasano il capo e si tagliano ritualmente i capelli; usano invece lasciare crescere il folto vello ascellare e inguinale, che viene raccolto in corte e robuste trecce. Di un'orchessa di facili costumi – ovvero di una che monta la tenda del sudore più volte al mese – si dice che “si fa afferrare per la treccia”[6][7].

Note Modifica

  1. Dragonero GDR, Manuale, Wyrd Edizioni.
  2. 2,0 2,1 Dragonero 4, La fortezza oscura, Sergio Bonelli Editore.
  3. Dragonero 37, La reliquia perduta, Sergio Bonelli Editore.
  4. Dragonero, Romanzo a fumetti (Giugno 2007), Sergio Bonelli Editore.
  5. Dragonero 1, Il sangue di drago, Sergio Bonelli Editore.
  6. Diario di viaggio: Keyra.
  7. Diario di viaggio: Le orchesse.

Razze, Animali, Creature magiche e Piante di Dragonero

Razze

Algenti - Coboldi - Draghi - Draughen - Elfi - Ghoul - Ghoulin - Giganti - Mezzelfi - Nani - Orchi - Troll - Ubiqui - Umani

Animali

Ali artigliate - Astore messaggero - Basilisco vermiglio - Blatta purpurea - Camelon - Cresta rossa - Diavoli della notte - Fargh - Hirkush - Kamtedara - Leocanide - Lepre maculata - Lince di foresta - Lýkhav - Mastino da guerra - Melhelle - Parrocchetto testanera - Ragno verde della giungla - Rhii - Rhoyiik - Sauri addestrati - Smaerdjass - Tigre di mare - Vermi della sabbia - Verrocanide - Viverna

Animali rari

Coriaceo - Drago d'acqua - Grande Thruda - Kraken - Kraal - Trollghest - Virēsilvhe - Wyrm

Creature magiche

Abominii - Cadavere posseduto - Demone di tenebra - Demoni alati - Demoni dell'Inframondo - Dhevata - Draghi - Driade - Ekimmu - Elfi Spettri - Esploratori di tenebra - Famigli - Feticcio - Guardiani dei boschi - Jiann delle sabbie - Mannari - Non morti - Ondine - Principe degli Abominii - Ritornanti - Ruda Mama - Servitori

Piante

Aconito stellato - Albero che sazia - Cocozza Colossa - Damiana - Elawyn - Eshintya - Fedia - Flanya - Foglia Rapida - Fungo luminoso - Onyr - Sakae-Ki - Salvatore dei naufraghi - Saphis - Strangolatrice

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